Dove sognano di lavorare le donne: la classifica delle 20 migliori aziende

L’emergenza coronavirus ha messo a dura prova il lavoro femminile. Tra gestione familiare, carenza di servizi per la famiglia e instabilità contrattuale milioni di donne si sono trovate in affanno. Non a caso in Italia – come ricordato dai dati dell’Ispettorato del lavoro di pochi giorni fa – sono in aumento le donne che appena diventano mamme rinunciano alla carriera.

Ecco perché in questo contesto è ancora più importante riconoscere gli ambienti di lavoro «women friendly». Great Place To Work®, società globale di consulenza e “people analytics” ha stilato la classifica Best Workplace for Women 2020 per individuare le 20 aziende maggiormente attente alla questione di genere e all’inclusione.

Si tratta di organizzazioni attive in settori molto diversi che hanno in comune un alto livello di soddisfazione professionale della popolazione femminile, in alcuni casi superiore a quello dei colleghi uomini. Parliamo di aziende con un “Parity Index” elevato ovvero l’indice «che misura la flessibilità degli orari di lavoro, l’equità della retribuzione e delle promozioni e la correttezza del trattamento in azienda indipendentemente dal genere».

Il podio

Quest’anno scala la vetta R-Everse, azienda italiana di piccole dimensioni che applica l’innovazione digitale al settore del recruiting. Seguono due aziende di servizi, entrambe guidate da donne: Zeta Service e American Express. I settori rappresentati dalle 20 aziende evidenziano come non sia tanto il campo ma l’ambiente a contare per le donne. Troviamo infatti imprese attive nei servizi professionali, nel farmaceutico e nella finanza ma anche aziende manifatturiere e dell’ICT.

La classifica 2020 testimonia come non siano solo le multinazionali estere ad essere all’avanguardia rispetto alle policy per l’inclusione femminile. Come spiegano dalla società di consulenza «se partiamo dall’esperienza delle donne che in queste aziende lavorano, nella nostra classifica troviamo il 35% di aziende Italiane, il 50% di aziende statunitensi e solo il 15% di aziende di altri Paesi Europei».

 

I vertici

Un dato importante da segnalare riguarda poi il management. Tutte le aziende della classifica hanno una radicata presenza femminile nelle posizioni manageriali e di vertice aziendale: il 47% di manager e top Manager di queste 20 aziende è composto da donne (la media Istat è del 27% per l’Italia). Ma qual è la ricetta per aiutare le donne? Da Great Place To Work sottolineano che tutte queste organizzazioni promuovono la meritocrazia e «offrono avanzati strumenti di conciliazione per aiutare i loro dipendenti nell’organizzazione della propria vita: dallo smart working, garantito nel 95% dei casi anche prima del lockdown, al telelavoro (previsto nel 47% delle aziende classificate), fino a politiche molto flessibili di part-time e di supporto alla genitorialità». Colpisce, ad esempio, che il 75% di queste aziende preveda un supporto per la cura dei figli come asili interni o convenzionati, permessi aggiuntivi, rimborsi delle spese per i figli e periodi più lunghi di congedo parentale.

In più durante l’emergenza sanitaria Covid-19 queste aziende sono state al fianco delle proprie dipendenti cercando di proporre soluzioni innovative. Come nel caso di Biogen Italia, azienda di medie dimensioni che si occupa di biotecnologie, che ha proposto un programma di attività ricreative online per le famiglie. Un supporto fatto di corsi e laboratori pagati dall’azienda per creare una rete di solidarietà tra genitori-colleghi.