Pause caffè e aperitivi virtuali fra colleghi contro il “logorio”

Quando hanno bisogno di staccare un attimo o hanno voglia semplicemente di scambiare due chiacchiere con i colleghi, le persone che lavorano in R-Everse, una società che si occupa di recruiting, entrano nella sala del coffee break e guardano chi c’è.

Lo fanno tuttora in tempo di Covid-19 e full remote working duro. La sala, però, ovviamente è virtuale e non la raggiungono dal corridoio dell’ufficio, ma dal computer di casa loro. “Il virtual coffee break” è una delle iniziative messe in piedi dalla loro azienda per contrastare gli effetti collaterali del “lavoro ai domiciliari”. R-Everse è una realtà giovane (è nata nel 2017, sono una cinquantina in tutto) che pratica lo smart working da sempre: è nata con l’80% delle risorse in smart working. Quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus è stato semplice e veloce dal punto di vista dell’organizzazione mettere tutti a lavorare a tempo pieno da casa.
Ma da subito sono partite pure iniziative per arginare gli effetti negativi sull’umore dell’ufficio domestico sette giorni su sette.
“Il full remote working è estraniante, ti aliena, diventi scorbutico, è necessario frequentare i colleghi” avverte Daniele Bacchi, cofondatore e ceo della società. La pausa caffè virtuale è stata un successo. “Accolta con un’ovazione. E’ un link: basta cliccare, entri e vedi chi c’è, anche in questo momento che lavoriamo meno rispetto all’inizio di marzo le persone si presentano con la tazza del caffè”.
Altrettanto bene sono stati accolti i corsi in pillole di inglese, informatica, marketing e altro organizzati dalle risorse interne per i colleghi: “Stiamo cercando di vivere questo momento come un’opportunità” spiega Bacchi.
Molte aziende in questi tempi mettono in atto delle iniziative per mantenere uniti i colleghi in smart working. C’è chi si scambia ogni giorno una foto. Chi si dà appuntamento immancabilmente alle nove del mattino via Skype per il buongiorno. Chi organizza aperitivi virtuali con i colleghi. I collaboratori di Planet Group, community di oltre 2500 operatori telefonici che lavora completamente da casa da quando è scoppiata l’emergenza, per esempio qualche giorno fa si sono dati appuntamento alle 18: “Eravamo in 80-90, tutti con il bicchiere in mano” racconta Felice Saladini, il presidente del gruppo. “Stiamo cercando di mantenere alto l’umore, per noi le persone sono al primo posto” spiega. L’aperitivo è una delle iniziative. Un mese dopo l’inizio dell’emergenza, Planet Group ha messo in piedi una piattaforma aziendale, “Planet family” che ha la specifica missione di creare delle attività fruibili dal tutto il personale, fare informazione, ma soprattutto fare squadra: mantenere i rapporti tra colleghi, permetter loro di divertirsi assieme. “Proprio come in ufficio”, come sottolinea il presidente.